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3° FESTIVAL INTERNAZIONALE DELLA STORIA
GORIZIA, 18-20 Maggio 2007
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èStoria - Terzo Festival Internazionale della Storia
IL TOUR DELLE BATTAGLIE DELL'ISONZO
èStoriaBUS
I
l 24 maggio 1915 l'Italia entrò in guerra con un piano strategico che prevedeva un'irruzione decisa e vigorosa nella pianura friulana per superare l'Isonzo e raggiungere in breve Gorizia, Trieste ed eventualmente dilagare verso Lubiana. Quella che inizialmente pareva una facile passeggiata militare prima rallentò perché disturbata da rade pattuglie di territoriali che colpivano con tattiche di guerriglia, ritirandosi immediatamente attraverso un territorio che conoscevano benissimo, e infine si arenò ai piedi dell'altopiano carsico e alle porte di Gorizia per il timore, infondato, di ritenere fortemente presidiata tutta la zona. Gli indugi iniziali degli italiani favorirono irrimediabilmente i difensori, che ebbero così il tempo di richiamare truppe da altri fronti e di apprestare a difesa con muretti a secco, trincee e reticolati una prima linea di resistenza. Per superare questa e tutte le successive, sempre più fortificate delle precedenti, gli italiani impegnarono ben undici battaglie, combattute tra l'Isonzo e il Carso.
Nell'Undicesima la potenza militare del regno riuscì a dispiegare, su sedici chilometri di fronte, una media di un cannone ogni dodici metri, una bombarda ogni ventidue metri, una mitragliatrice ogni sei metri e un fucile ogni dieci centimetri. Nonostante ciò si ritrovò, alla vigilia di Caporetto, con una penetrazione massima in territorio nemico, sui 35 chilometri di estensione del fronte isontino, di soli 11 chilometri dalle posizioni di partenza della prima battaglia. Al costo di 120.000 morti, 100.000 dispersi e 409.000 tra feriti e mutilati.
Il tour delle battaglie dell'Isonzo
Il tour delle dodici battaglie dell'Isonzo si articola in tre giornate.
Nella prima giornata, venerdì 18 maggio
, si scopriranno i luoghi delle prime cinque battaglie, tra la località di Oslavia e il San Michele, punti estremi della testa di ponte. La partenza per il San Michele è prevista per le ore 10.00 da Piazza Battisti. La partenza per Oslavia è prevista per le ore 15.30 sempre da piazza Battisti.
Nella seconda giornata, sabato 19 maggio
, il tour prevede la visita, in territorio sloveno, al Museo e all'Ossario di Caporetto, luogo inteso come conclusione della guerra sull'Isonzo. La partenza è prevista per le ore 10 da Piazza Battisti.
Si raccomanda agli interessati di avere con sé la carta d'identità
.
Nella terza giornata, domenica 20 maggio
, l'approfondimento riguarderà la battaglia di Gorizia - la sesta - e muoverà dal cuore del centro storico della città. Da Borgo Castello, infatti, la visita toccherà l'antico maniero e sarà integrata dall'analisi di documenti e immagini d'epoca. Proseguirà, quindi, ai Musei provinciali, e nello specifico lungo il ricco percorso espositivo del Museo della Grande Guerra, per raggiungere poi l'Osservatorio del Re, che guarda a Oriente: da lì sarà illustrato il raggiungimento dell'ultima linea di avanzata a Est di Gorizia. La partenza è ancora prevista per le ore 10.00 sempre da Piazza Battisti.
èStoriabus
è un'iniziativa sostenuta dall'
APT Gorizia
, in collaborazione con la
Leg - Libreria Editrice Goriziana
, e dalla
Regione Friuli Venezia Giulia - Assessorato al turismo
.
Il tour si svolge inoltre con la collaborazione degli esperti dell'
Associazione culturale "Isonzo" - Gruppo di ricerca storica
.
Il tour è
gratuito per tutte le tre giornate
e poiché le escursioni sono a numero chiuso
si richiede la prenotazione
.
Per informazioni: E-mail
(cliccare qui)
Tel.: 0481/33776
èStoria 2007 / èStoriabus estate
Riparte
èStoriabus
, l'originale iniziativa messa a punto da
APT Gorizia S.p.a.
e da
LEG - Libreria Editrice Goriziana
, in collaborazione con la
Regione Friuli Venezia Giulia - Turismo FVG
, per viaggiare nel tempo e nella storia attraverso suggestivi percorsi di turismo culturale a Gorizia e sul territorio.
La
programmazione estiva di èStoriabus
prevede
due itinerari, sempre nella giornata di mercoledì
.
Le
prenotazioni
per entrambi i percorsi si raccolgono all'
Ufficio Informazioni Turismo Fvg di viale Dante 72 a Grado (tel. 0431.877111) entro le 18 del lunedì
che precede la visita.
Il percorso
NEI LUOGHI DELLA BATTAGLIA DI GORIZIA
propone una visita tematica dedicata alla
Grande Guerra sul fronte dell'Isonzo
.
L'èStoriabus
parte dall'autostazione di piazza Carpaccio a Grado alle 9.30
.
I visitatori sono accompagnati da una
guida turistica; il percorso di viaggio e le tappe di visita sono commentate dalla guida
.
La
prima tappa è al Museo della Grande Guerra in Borgo Castello a Gorizia
.
La visita
prosegue al Castello
, punto di osservatorio privilegiato per rievocare la
VI battaglia dell'Isonzo
. Dalle
13.15 alle 15, pausa per il pranzo libero
.
Alle 15, l'èStoriabus riparte per la
visita al Sacrario di Oslavia
.
L'èStoriabus, quindi, fa ritorno a Grado. Il
rientro è previsto tra le 17 e le 18
.
Costi
:
Biglietto intero
: 17,50 euro.
Biglietto
ridotto (bambini da 6 a 12 anni)
: 12,50 euro.
Biglietto gratuito per bambini fino a 6 anni
.
Il biglietto
comprende il viaggio in pullman, l'ingresso a musei e monumenti previsti dall'itinerario, la consulenza di guide esperte (in italiano e in tedesco) per l'intero viaggio
.
Calendario delle visite
:
Mercoledì 20 giugno, Mercoledì 4 e 18 luglio, Mercoledì 1, 15 e 29 agosto 2007.
Il percorso
NEI LUOGHI DEI BORBONI DI FRANCIA A GORIZIA
propone una visita tematica dedicata ai
luoghi dell'esilio di Carlo X di Borbone
e della sua famiglia.
L'èStoriabus parte dall'autostazione di piazza Carpaccio a Grado alle 9.30.
I visitatori sono accompagnati da una guida turistica; il percorso di viaggio e le tappe di visita sono commentate dalla guida.
L'itinerario prevede la
visita agli interni di Palazzo Coronini-Cronberg a Gorizia
, con una breve sosta nel magnifico parco della storica dimora. È prevista pure la
sosta davanti a Palazzo Lantieri e a Palazzo Strassoldo
.
Dalle
13.15 alle 15, pausa per il pranzo libero
.
Alle 15, l'èStoriabus prosegue
oltre il confine sloveno per la visita al Convento della Castagnavizza, alla cripta dove riposano i Borboni di Francia e alla biblioteca
.
È indispensabile avere con sé la
carta d'identità o un altro documento valido per l'espatrio
.
L'èStoriabus, quindi, fa ritorno a Grado.
Il rientro è previsto tra le 17 e le 18
.
Costi
:
Biglietto intero
: 20,50 euro.
Biglietto
ridotto (bambini da 6 a 12 anni)
: 15,50 euro.
Biglietto gratuito per bambini fino a 6 anni
.
Il biglietto
comprende il viaggio in pullman, l'ingresso a musei e monumenti previsti dall'itinerario, la consulenza di guide esperte (in italiano e in tedesco) per l'intero viaggio
.
Calendario delle visite
:
Mercoledì 27 giugno, Mercoledì 11 e 25 luglio, Mercoledì 8 e 22 agosto, Mercoledì 5 settembre 2007.
COMUNICATO / PROGRAMMA / INFO in formato .pdf
èStoria 2007 / èStoriabus estate
VIAGGIARE NEL TEMPO E NELLA STORIA
La rotta di Caporetto
Domenica 23 settembre riparte il viaggio di èStoriabus
IN VISTA DEI 90 ANNI DALLA BATTAGLIA DI CAPORETTO (24 ottobre 1917) èSTORIABUS VIAGGERÀ DA GORIZIA VERSO I LUOGHI DEL FRONTE DELLA PIÙ CELEBRE BATTAGLIA DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE.
A BORDO DI èSTORIABUS LA STRAORDINARIA PRESENZA DEL GENERALE FABIO MINI, CHE RIEVOCHERÀ I FATTI E I PERSONAGGI DI CAPORETTO, DA CADORNA A ROMMEL, OFFRENDO LA SUA PREZIOSA INTERPRETAZIONE STORICA E STORIOGRAFICA.
Prenotazioni per èSTORIABUS entro il 20 settembre:
Apt Gorizia - tel. 0481.593508
Libreria Editrice Goriziana - tel.0481.33776
Ideato e introdotto in occasione del III Festival internazionale della Storia di Gorizia, accolto con entusiasmo e successo vivissimo dal pubblico del festival e nelle scorse settimane dai turisti e visitatori estivi,
èStoriabus riparte nella giornata di domenica 23 settembre 2007
per una nuova, emozionante avventura nel cuore della storia, e in particolare di una delle
più celebri battaglie della storia del nostro tempo, certamente la più tristemente ricordata nella storia italiana della Prima Guerra Mondiale: parliamo della Battaglia di Caporetto, di cui si sta per celebrare - fra poco più di un mese - il 90° anniversario
.
èStoriabus, per iniziativa dell'APT - Azienda Provinciale Trasporti Spa di Gorizia, e di LEG - Libreria editrice Goriziana, in collaborazione con la Regione Friuli Venezia Giulia - Turismo FVG, offrirà a non più di 100 passeggeri, desiderosi di viaggiare nello spazio e soprattutto nel tempo, da Gorizia al fronte di Caporetto,
un'occasione davvero unica di rivivere i luoghi e le modalità della battaglia, grazie alla straordinaria presenza, a bordo, del generale Fabio Mini
, già Capo di Stato Maggiore del Comando Nato delle Forze Alleate del Sud Europa, e comandante della Forza internazionale di sicurezza in Kosovo, stratega militare di altissimo prestigio nonché autore di numerose pubblicazioni, fra cui i libri
Comandare e comunicare
(Alinari, Firenze 1989) e
L'altra strategia. I classici del pensiero militare cinese dalla guerra al marketing
, (Franco Angeli, 1998), frutto della sua esperienza triennale di Addetto militare, aeronautico e per la difesa, in Cina. Con Einaudi ha pubblicato
La guerra dopo la guerra. Soldati, burocrati e mercenari nell'epoca della pace virtuale
.
Per LEG - Libreria Editrice Goriziana ha curato l'edizione italiana di
Guerra senza limiti. L'arte della guerra asimmetrica fra terrorismo e globalizzazione
, di Qiao Liang e Wang Xiangsui, e le prefazioni dei volumi
Fanteria all'attacco
, riedizione del volume di Erwin Rimmel e
Paride, o il futuro della guerra
(LEG, 2007) di Sir Basil Henry Liddell Hart, che
Fabio Mini presenterà insieme a
Vettor Maria Corsetti
,
sabato 22 settembre 2007 alle 18
nella sala interna della Libreria Editrice Goriziana di corso Giuseppe Verdi, 67, a Gorizia
.
Sarà dunque il generale Mini
a ripercorrere domenica 23 settembre, per i viaggiatori di èStoriabus, i tragici fatti di Caporetto e i protagonisti di quelle ore drammatiche, dal generale Cadorna all'allora tenente Erwin Rommel - più tardi passato alla storia come la celebre 'volpe del deserto' - offrendo così, per la prima volta "sul campo", la sua preziosa interpretazione storica e storiografica sulla
battaglia di Caporetto, combattuta fra il 23 e il 24 ottobre 1917 con la rotta dell'esercito italiano contro quello austro-ungarico e tedesco
. La sconfitta fu tanto pesante che il termine "Caporetto" è entrato nella lingua italiana come sinonimo di disfatta.
"Innanzitutto - afferma il generale Mini - il ritorno a Caporetto potrà servire a documentare
una importante smentita delle teorie 'colpevoliste' nei confronti dell'esercito italiano e in particolare dei soldati e delle truppe
, rimasti vittima di un approccio distante e poco idoneo da parte di chi li comandava, primo fra tutti naturalmente il generale Cadorna. In secondo luogo non va dimenticato che il 'limite' di Caporetto, inteso nel senso geografico e latino di confine, possedeva, ieri come oggi, la valenza di qualcosa che insieme divide ma anche unisce e mette in comunicazione. La rilettura che di Caporetto vorrei offrire parte da presupposti non solo storici e strategici ma anche umani e antropologici. Vorrei superare quelle semplificazioni banalizzanti dell'Impero austroungarico come 'nemico e forza del male', contro l'esercito regio italiano inteso quale 'forza del bene di riconquista'. Ai tempi di Caporetto l'Italia era in grado di esprimere un esercito privo di quella consapevolezza di forza ed unione nazionale che invece l'esercito imperiale già possedeva, benché al suo interno militassero soldati di 14 diverse etnie e nazionalità". Malgrado l'etnia unica dei suoi componenti, all'esercito italiano è mancato il collante di una consapevolezza nazionale forte, e a fine battaglia persino le parole del 'conquistatore' Rommel furono molto più benevole e rispettose delle critiche ingiustificate mosse dal generale Cadorna, e dalla storiografia immediatamente successiva, all'indirizzo dei soldati e delle truppe italiane".
èStoriabus partirà da Gorizia da corso Giuseppe Verdi, 67, davanti alla Libreria Editrice Goriziana, domenica 23 settembre, alle 9.30
. L'arrivo a Caporetto è previsto intorno alle 11. A bordo, nel frattempo, gli eventi storici legati alla battaglia saranno ripercorsi dal generale Fabio Mini. A Caporetto è prevista la visita all'ossario e, dopo il pranzo libero, nel primo pomeriggio la visita al Museo. Il rientro a Gorizia è previsto tra le 17 e le 18. Il costo del biglietto per l'escursione su èStoriabus è di 10 euro, con l'aggiunta di 3 euro per l'ingresso al Museo di Caporetto.
Le prenotazioni si raccolgono entro giovedì 20 settembre all'Apt Gorizia, tel. 0481.593508, e alla Libreria Editrice Goriziana, tel. 0481.33776.
BATTAGLIA DI CAPORETTO
La data d'inizio della Battaglia di Caporetto era stata fissata dapprima al 22 ottobre 1917, quindi venne spostata di due giorni, al 24 ottobre, per difficoltà insuperabili di rifornimento, specialmente per la zona nord (Passi e monti già innevati). Il maltempo persistente impedì le ricognizioni aeree, facilitando la marcia di avvicinamento delle truppe ed evitando il disturbo dell'artiglieria nemica ai preparativi. Entro il 19 ottobre erano già pronte al fuoco 300 batterie dotate di munizioni per quattro giorni. Il 24 ottobre, alle 2.00 di mattina cominciarono i tiri dell'artiglieria lungo l'intero fronte, raggiungendo il massimo dell'intensità dalle 7.30 alle 8.00 quando entrarono in azione anche i lanciamine e lanciagas;la reazione dei cannoni italiani fu piuttosto debole. Appena cessata la tempesta delle granate, le truppe d'assalto si gettarono nelle trincee nemiche di prima linea, travolgendo i soldati storditi dal bombardamento o avvelenati dai gas tossici ( in una sola grotta morirono intossicati 3000 soldati italiani); l'attacco di sorpresa riuscì subito sull'intero fronte investito. In poche ore l'ala destra della II armata fu distrutta. Già la sera del primo giorno risultò che erano state superate la prima e la seconda linea italiana. La battaglia era persa. La sera del giorno seguente 25 ottobre risultò che il sistema difensivo italiano avanzato era in dissoluzione; appariva sicura la conquista del Monte Stol, probabile quella del Monte Mataiur, imminente quella Monte Hum e Monte San Martino. Ora era decisiva la velocità, per togliere agli italiani la possibilità di organizzare efficaci contromisure. Il giorno 26 concluse la completa rottura del fronte italiano, dando la certezza di una grande vittoria. In conseguenza dello sfascio del fronte isontino gli italiani dovettero sgombrare anche l'intera linea d'alta quota dalle Alpi Giulie e Carniche alle Dolomiti ed ai Monti di Fiemme, fino alla Valsugana. Decisiva, per l'ordine di ritirata del generale Cadorna, fu la conquista della Punta di Monte Maggiore (a sud della Sella Uccea), fatta dal primo reggimento Kaiserschützen, perché essa costituiva a nord il pilastro d'angolo dell'ultima linea difensiva e quindi gli italiani non potevano più pensare ad una resistenza a nord. A questo punto occorreva superare le colonne italiane in ritirata per raggiungere prima di loro i ponti sul fiume Tagliamento, passando e imbottigliando così in una enorme sacca le armate italiane, per annientarle. Ma questo piano fallì e gli austro-tedeschi poterono oltrepassare il Tagliamento appena il 4 novembre, dopo attacchi sistematici agli ultimi tentativi di resistenza, e proseguire l'avanzata il giorno seguente. La pagina peggiore di Caporetto oltre al successo delle truppe austro-ungariche e tedesche, fu quello che seguì: il caos sulle strade, l'assenza di coordinamento e di collegamento, le brigate italiane accerchiate e lasciate al proprio destino, i soldati dispersi, i furti e le violenze. Quando le armate in ritirata giunsero sulle rive del Tagliamento, della Livenza e del Piave, sui ponti dei fiumi la retrocessione delle truppe italiane divenne un indescrivibile groviglio di uomini, carri, cavalli uccisi, colonne ferme per decine di chilometri. La disfatta di Caporetto costò agli italiani 11.000 morti, 19.000 feriti, 300.000 prigionieri, 400.000 fra disertori e sbandati, 3.200 cannoni, 1.700 bombarde, 3.000 mitragliatrici, 300.000 fucili.
PRIMA DI CAPORETTO, LE 11 BATTAGLIE DELL'ISONZO
Il 24 maggio 1915 l'Italia era entrata in guerra con un piano strategico che prevedeva un'irruzione decisa e vigorosa nella pianura friulana per superare l'Isonzo e raggiungere in breve Gorizia, Trieste, ed eventualmente dilagare verso Lubiana. Quella che inizialmente pareva una facile passeggiata militare prima rallentò perché disturbata da rade pattuglie di territoriali che colpivano con tattiche di guerriglia, ritirandosi immediatamente attraverso un territorio che conoscevano benissimo, e infine si arenò ai piedi dell'altopiano carsico e alle porte di Gorizia per il timore, infondato, di ritenere fortemente presidiata questa linea del fronte. Gli indugi iniziali degli italiani favorirono irrimediabilmente i difensori, che ebbero così il tempo di richiamare truppe da altri fronti e di apprestare a difesa una prima linea di resistenza. Per superare questa e tutte le successive, sempre più fortificate delle precedenti, il Regio Esercito impegnò una serie di undici grandi offensive che consentirono di guadagnare, oltre a Gorizia, alcuni rilievi di notevole importanza, e di avanzare per una profondità massima di undici chilometri dalle posizioni iniziali. Ma nelle opposte trincee resisteva un esercito multietnico, fortemente motivato, che aveva già maturato esperienza bellica nei Balcani e sul fronte orientale. Il costo in vite umane si rivelò senza precedenti: ventinove mesi di combattimenti sull'Isonzo e sul Carso costarono all'Italia 1.100.000 vittime, tra soldati morti, feriti e dispersi. Gli austro-ungarici, che cedettero a caro prezzo ogni palmo del terreno in loro possesso, ne persero 650.000. Più di qualsiasi altro fronte della Grande Guerra, quello dell'Isonzo rimase famoso per le particolari asperità del terreno teatro delle operazioni, e per l'inusitata durezza dei combattimenti che vi si svolsero.
PUBBLICAZIONI LEG SU CAPORETTO
FANTERIA ALL'ATTACCO - DAL FRONTE OCCIDENTALE A CAPORETTO
, di Erwin Rommel
PRIMA DI CAPORETTO - La decima e l'undicesima battaglia dell'Isonzo
, di Gianni Baj-Macario - Anton von Pitreich
DOPO CAPORETTO - Gli ufficiali P nella Grande guerra: propaganda, assistenza, vigilanza
, di Gian Luigi Gatti
ATTACCO A CAPORETTO
, di Hans Killian
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