#insolitaestoria: Gli USA e la prima guerra mondiale 100 anni dopo

Gli Usa e la prima guerra mondiale 100 anni dopo

Gli USA e la Prima guerra mondiale 100 anni dopo

Un sognatore, un esercito inesistente ma ben addestrato e una congiuntura politico-sociale favorevole. Ecco i tre ingredienti che hanno reso possibile l’inizio di un secolo, quello americano, che sembra giunto alle battute finali.

Nel suggestivo ambiente offerto dalla Fondazione CaRiGo, quattro grandi conoscitori del gigante a stelle e strisce si sono confrontati a 360° definendo sfumature ognuno per il proprio ambito di competenza.

Georg Meyr, docente di Storia delle Relazioni Internazionali presso l’Università di Trieste, ha delineato i paletti della politica estera del periodo. Perché Wilson, dopo una campagna rigidamente neutralista che faceva l’occhiolino alle lobby tedesco-irlandesi, decide entrare in guerra? Mentre si condannavano pubblicamente le efferatezze tedesche, la realtà dell’intervento era molto meno nobile: chi avrebbe restituito agli USA i 500 milioni di euro prestati all’Intesa se questa fosse crollata sotto i colpi del poderoso acciaio tedesco?

Elisabetta Vezzosi, docente di Storia degli USA all’Università di Trieste, ha fatto luce sull’immensa macchina propagandistica che è riuscita in meno di un anno a far schierare un’opinione pubblica fieramente neutralista su posizioni nettamente interventiste.

In meno di un anno 75.000 “Four Minutes Men” sono incaricati di dipingere le brutalità tedesche con circa 7.5 milioni di “four minutes speeches” in oltre 5.000 città. Il risultato è che il 2 aprile del 1917, col pretesto dell’affondamento della Lusitania, gli Stati Uniti entrarono ufficialmente in guerra.

Il resto della storia, quella della guerra, è affrontata dall’ammiraglio Ferdinando Sanfelice di Monteforte che pone risalto all’eccezionale cerchia di ufficiali ai quali Wilson chiede di fondare un esercito praticamente da zero.

Il successo dell’’Intesa sarà poi assicurato da alcuni grossolani errori di valutazione tedeschi, come quello sulla ingentissima mole rappresentata dalla poderosa produzione bellica americana nel breve periodo che riuscirà a sfatare il mito tedesco della breve capitolazione di Francia e Gran Bretagna.

In qualità di moderatrice Raffaella Baritono, docente di Storia degli USA all’Università di Bologna, aiuta a districarsi proficuamente in questo mare di spunti.

Articolo di Matteo Da Frè