èStoriaateatro

èStoria a Teatro. Essere italiani: forme, invenzioni e prospettive di un’identità

Dopo l’esperienza avviata nell’aprile nel 2016 con l’incontro sulla schiavitù di Massimo Fini, èStoria e il Teatro Verdi di Pordenone proseguono e intensificano una collaborazione mirata alla divulgazione culturale da proporre a un pubblico sempre più attento, desideroso e capace di misurarsi con temi profondi.
Per rispondere a questa esigenza il Teatro Verdi ed èStoria hanno costruito un programma di quattro appuntamenti, sviluppati a partire dal titolo Essere italiani: forme, invenzioni e prospettive di un’identità, pensato in collegamento a Italia mia – l’identità italiana, tema della tredicesima edizione del Festival internazionale della Storia (a Gorizia dal 25 al 28 maggio).
La questione dell’identità italiana, della sua formazione, dei suoi esiti diversi, delle risorse da mettere in campo e degli interrogativi ai quali rispondere, appare centrale anche nel dibattito quotidiano dei nostri tempi: èStoria e il Teatro Verdi si propongono di contribuire a illuminare alcuni aspetti e a stimolare ulteriori interrogativi. Il percorso realizzato toccherà alcuni punti focali dell’analisi identitaria, incrociando la storia con altre discipline, così da offrire al pubblico prospettive ancor più ricche e variegate.
èStoria a Teatro chiama a raccolta gli appassionati di storia e i curiosi del presente per queste occasioni di approfondimento sull’essere italiani. Sarà un momento di incontro e confronto dedicato alla cultura e alla divulgazione.

èStoria a Teatro – Programma

Domenica 22 gennaio, ore 11 – Storia e identità d’Italia

Una riflessione in cerca dei momenti cruciali nella costruzione dell’italianità, un’analisi per rovesciare o motivare luoghi comuni e stereotipi attraverso la rilettura di grandi uomini, episodi significativi e tratti salienti della storia d’Italia.
Conversano Marcello Veneziani, Guido Crainz e Armando Torno

Gli ospiti:

Guido Crainz. Docente di Storia contemporanea all’Università di Teramo e commentatore di “La Repubblica”, ha pubblicato con Donzelli Il dolore e l’esilio. L’Istria e le memorie divise d’Europa (2005), Autobiografia di una repubblica (2009) e Storia della Repubblica. L’Italia dal 1945 ad oggi (2016).
Marcello Veneziani. Ha fondato e diretto riviste, scritto su vari quotidiani e settimanali ed è stato commentatore della Rai. Fra i suoi lavori, La cultura della destra e La sconfitta delle idee (Laterza), I vinti, Contro i barbari e Lettera agli italiani (Mondadori). È uscito ora Alla luce del Mito (Marsilio).
Armando Torno. Giornalista e scrittore, responsabile della cultura de “Il Corriere della Sera” e de “Il Sole 24 Ore” per un quindicennio, poi editorialista dei due quotidiani. Ha scritto numerosi saggi e introduzioni a testi classici e contemporanei. Tra le sue ultime pubblicazioni, Elogio delle illusioni (Bompiani, 2013) e il saggio introduttivo a David F. Strauss, La vita di Gesù o esame critico della sua storia (La Vita Felice, 2014); il dialogo con Riccardo Chailly con l’introduzione di Gianantonio Borgonovo sulla Messa da Requiem di Giuseppe Verdi (edito da Teatro alla Scala e Scuola della Cattedrale del Duomo di Milano).

Domenica 26 febbraio, ore 11 – La lingua assediata

Componente imprescindibile di ogni comunità nazionale, la lingua s’intreccia a ogni aspetto della vita di un popolo, riflettendone le caratteristiche e ponendosi a sua volta come elemento dinamico della politica e della società. Dal latino agli anglicismi, un vasto affresco della lingua italiana e della sua evoluzione e quindi, inevitabilmente, della nostra.
Intervengono Stefano Bartezzaghi e Paolo Medeossi 
Gli ospiti:
Stefano Bartezzaghi. Laureatosi sotto la guida di Umberto Eco, ha condotto rubriche radiofoniche per Radio Due ed è stato consulente culturale alla direzione di Radio Rai e a note trasmissioni televisive. Cura rubriche su giochi, libri e sul linguaggio per “La Stampa”, “La Repubblica”, “Vanity Fair” e “L’Espresso”.
Paolo Medeossi. Giornalista, è stato caporedattore al “Messaggero Veneto” di Udine, dove si è occupato di cronaca e cultura. Tra i fondatori de “I Cercaluna” con Pierluigi Cappello, dell’Associazione Colonos e della Cooperativa Pavees, è stato fra i curatori di Nostra preziosa eresia e Augh, dedicati a Federico Tavan.

Domenica 26 marzo, ore 11 – Gli italiani al tempo della crisi

Qual è il reale impatto della crisi finanziaria iniziata nel 2008? La risposta non può limitarsi né al contesto italiano né all’ambito finanziario. Il profondo cambiamento in atto nel Belpaese è parte integrante di un più ampio contesto che, sullo scenario europeo, tocca i cruciali temi dell’economia e dell’integrazione, partendo dalle loro conseguenze sulla nostra vita quotidiana.
Discutono Roberta CarliniValerio Castronovo e Piercarlo Fiumanò
Gli ospiti:
Roberta Carlini. Giornalista e scrittrice. Si occupa di economia, politica, società, lavoro, questioni di genere. Collabora con “Internazionale” e “L’Espresso”. È stata vicedirettrice de “Il Manifesto”. Ha scritto Come siamo cambiati, Gli italiani e la crisi (Laterza, 2015) e L’economia del noi (Laterza, 2011).
Valerio Castronovo. Collabora al “Sole 24 Ore”, insegna alla Luiss e dirige la rivista “Prometeo”. Fra i suoi studi più recenti Le ombre lunghe del ‘900 (Mondadori, 2010); Il capitalismo ibrido. Saggio sul mondo multipolare (Laterza, 2011); L’Europa e la rinascita dei nazionalismi (Laterza, 2016).
Piercarlo Fiumanò. Giornalista de “Il Piccolo”, caposervizio economia e finanza. È laureato in storia contemporanea.

Domenica 23 aprile, ore 11 – L’Italia in scena

Nel carattere degli italiani non mancano elementi istrionici, dalla natura farsesca all’amore per il dramma, dall’arte di improvvisare al gesticolare per abitudine. Tali tratti hanno saputo però esprimere anche grandi risultati culturali nelle arti performative, contribuendo alla formazione di marcati stereotipi e processi identitari.
Guidano questo viaggio nella storia del teatro Claudio Longhi e Paolo Di Paolo
Gli ospiti:
Claudio Longhi. È direttore artistico e regista teatrale italiano, e professore ordinario in Discipline dello spettacolo all’Università di Bologna, dove insegna Storia della regia e Istituzioni di regia. Si è occupato di storia della drammaturgia, della regia e dell’attore.
Paolo di Paolo. Giornalista, insegnante e autore di romanzi, testi teatrali e libri per ragazzi. È stato tra i finalisti nazionali del Premio Campiello Giovani, vincitore del Premio Mondello e nel 2014 finalista del Premio Strega Ragazze e Ragazzi, nonché uno dei volti della trasmissione culturale di Raitre Gargantua.

èStoria a Teatro – Info

Tutti gli appuntamenti avranno luogo al Teatro Comunale Giuseppe Verdi di Pordenone alle ore 11 e saranno a ingresso libero.
I biglietti numerati si possono ritirare presso la biglietteria del Teatro dal lunedì al venerdì dalle ore 14.30 alle 19.00 e il sabato dalle ore 10.00 alle 12.00 e dalle 16.00 alle 19.00, oltre al giorno stesso dell’evento a partire dalle ore 10.00.
Per maggiori dettagli, contattare il Teatro al numero 0434 247624.

Scarica il comunicato stampa.