èStoria VII FESTIVAL INTERNAZIONALE DELLA STORIA
GORIZIA, 20, 21, 22 Maggio 2011 - GUERRE


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èStoria èStoria - VII Festival Internazionale della Storia

GUERRE

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percorsi storici con l'èStoriabus,
"Colazione con la Storia".
GuerreL’

enigma della guerra percorre inarrestabile la Storia. Cacciatori-raccoglitori per milioni di anni, gli uomini hanno fatto ricorso alla prevaricazione e alla violenza in maniera incessante, trasformando lo stato di natura primordiale in una condizione di guerra perenne, secondo la formula hobbesiana Thomas Hobbes "homo homini lupus". L’avvento dell’agricoltura, la nascita dello stato, il processo di modernizzazione e di democratizzazione, l’accelerazione scientifico-tecnologica, sono soltanto tappe recenti della storia dell’umanità, durante le quali l’uso sistematico della forza ha semplicemente assunto una fisionomia più elaborata o sofisticata, e la propensione a combattere e a uccidere si è evoluta fino alla produzione attuale di armi di sterminio di massa. La trasformazione delle tecniche del combattere attraverso i millenni e l’arricchimento del panorama nefasto delle motivazioni che conducono al conflitto armato hanno profondamente modificato i codici culturali che si associano alla guerra: a dispetto delle innumerevoli voci che si sono levate in favore di una soluzione pacifica delle controversie umane, il ricorso alla forza nella soluzione dei contrasti non si è affatto attenuato. Esorcizzato in mille modi, l’enigma della guerra persiste, inesorabilmente intrecciato alle scelte umane che hanno scandito le epoche storiche remote e recenti. Parafrasando Clausewitz Carl von Clausewitz, si potrebbe dire quasi che la guerra non è altro che la prosecuzione delle pulsioni più primitive dell’uomo sotto altra forma, e pertanto parte fondante e inestricabile della sua natura. Dedicare il VII Festival internazionale della storia al tema della guerra significa, dunque, esplorare uno dei misteri insondabili della natura umana e riflettere sui suoi effetti devastanti nel corso del tempo, sui modi in cui ha preso forma e sulle forme di rappresentazione e di narrazione a cui ha dato luogo, allontanando da noi l’illusione che il suo demone sia prossimo a essere sconfitto, e piuttosto accettando senza false ipocrisie l’assunto alla base del celebre motto latino Si vis pacem, para bellum.

èStoriaèStoria 2011 si articola in due percorsi: "Nelle tempeste della guerra" e "Tra pace e guerra".
"Tra pace e guerra" cercherà di spiegare il senso della guerra e di mostrare come la guerra possa essere evitata, circoscritta o prevenuta. Ci si domanderà, dunque, cosa siano l’Areté ellenica, la Virtus romana Areté - Virtus, il valore, e in cosa consista l’arte della guerra: una ricerca antropologica, prima che storica. Il naturale contraltare di questo viaggio nel passato sarà esaminare la guerra moderna: le armi tecnologiche, per le quali la guerra è come una metafora del progresso. Quasi per antitesi, le relazioni toccheranno, poi, il tema delicato di come la pace si costruisca e quello, se possibile ancor più controverso, dei soldati della pace: delle missioni militari internazionali e del paradosso della guerra per la pace. Inevitabilmente, si passerà ad analizzare le ragioni della diplomazia, dell’economia, del pacifismo, declinandole per gradi: operando le distinzioni che, tanto di rado, appartengono all’informazione di massa. Inoltre, questa sezione del festival andrà ad esaminare la memoria fisica della guerra, attraverso le raccolte museali: molto spesso, le testimonianze materiali rendono l’orrore più concreto e comprensibile e ci restituiscono la storia com’era e non come avrebbe dovuto essere. Ancora, parlando della dialettica tra guerra e pace, è parso necessario misurarsi con chi, di questa dialettica, è stato il supremo cantore, in un romanzo che ne sintetizza ancora le mille sfumature: Lev Tolstoj Lev Tolstoj, che rivivrà, insieme alla sua opera, nelle parole di un suo discendente.
La seconda sezione, che si intitola "Nelle tempeste della guerra" è una dettagliata disamina dell’arte militare, delle tecniche, delle tecnologie, delle ideologie e dei sentimenti legati alla guerra: un affascinante percorso cronologico attraverso la storia della guerra, dal mondo antico fino ai più recenti conflitti, interessando tremila anni di storia e cinque continenti. Dalla guerra dei Greci, che formarono l’idea stessa di valore nel mondo occidentale, alla lotta di Roma per creare il proprio impero. Dalle scaramucce medievali all’avvento delle prime armi da fuoco. Dai condottieri ai moderni generali e dalle guerre nazionali alle guerre civili. Dall’America all’Europa, sulle onde sanguinose di Lepanto Battaglia di Lepanto e sulle colline di Gettysburg Battaglia di Gettysburg, arate dal cannone. Dalle guerre che segnarono il suicidio di un continente a quelle che marchiarono indelebilmente l’umanità intera: dalla Somme Battaglia della Somme a Stalingrado Battaglia di Stalingrado. E infine, dalla guerra al genocidio: dal combattimento al massacro, nell’ordalia bestiale della modernità più atroce. Per approdare alla guerra proprio fuori della porta di casa. Perché, in fondo, la risposta ultima che la storia può dare sul perché l’uomo abbia passato la sua storia combattendo è che la guerra è dentro di noi, prima che fuori di noi.


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Guerra e pace vengono infine ad intersecarsi in un terzo percorso tematico, in linea con le celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia. Dal Risorgimento alla Seconda Repubblica, si analizzeranno miti e realtà della storia italiana, nel tentativo di far luce su vari aspetti della storia di un paese ancora in cerca di un’identità precisa. Dalla battaglia di Solferino Battaglia di Solferino a quella, metaforica ma altrettanto reale, fra Chiesa e Stato; dalle contraddizioni e dagli inganni degli ideali risorgimentali alla storia d’Italia come sarebbe potuta essere se le cose fossero andate diversamente; dalla storia concreta alle sue percezioni, spesso più potenti dei fatti, nonché veri e propri miti fondanti dell’identità nazionale: attraverso questi itinerari le vicende più significative della nostra storia verranno discusse da varie angolazioni, in modo da offrire una serie di spunti di discussione che, a distanza di un secolo e mezzo dalla proclamazione del Regno d’Italia, risultano quanto mai attuali e carichi di significati. Benedetto Croce Benedetto Croce sosteneva che tutta la storia è storia contemporanea, e che non vi è altra realtà al di fuori della storia: in questo senso, l’intera riflessione sulla natura della guerra altro non è che un viaggio nelle zone più remote e oscure della natura umana, dove l’illusione del progresso si appanna di fronte alla realtà. Capire le motivazioni, le percezioni e i bisogni dell’uomo "primitivo" significa anche capire chi siamo noi oggi; significa capire perché, dopo centinaia di migliaia anni di ininterrotta violenza, ancora oggi l’uomo continui a uccidere altri uomini.


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