Gli altri volti di èStoria

èStoria si prepara al Festival, riservando qualche ultima sorpresa alla città. Per animare il centro cittadino e rendere la manifestazione vera occasione di festa oltre che di approfondimento culturale, saranno realizzati due momenti musicali in corso Verdi: venerdì 24 maggio dalle 18 toccherà al ritmo dei Radio Zastava, otto elementi portatori di un corredo genetico italiano, friulano, sloveno, austriaco, serbo-bosniaco.

Pochi come loro sono in grado di coniugare la rigorosa conoscenza dei più intricati ritmi, armonie e melodie dell’Est Europa con una diversità di background musicali che spaziano dal rock al punk, dallo swing alla libera improvvisazione, dal reggae alle più disparate pulsioni elettroniche, il tutto impreziosito da una grande carica e teatralità.
Sabato 25 maggio nuovamente dalle ore 18 sarà invece la volta della Banda Berimbau, gruppo con sede a Trieste che proporrà percussioni brasiliane attraverso la Batucada, street band itinerante o da fermi, nel puro stile delle scuole di samba di Rio, dei blocos afro di Salvador de Bahia e delle Naçao di Maracatu’ di Recife, con ritmi provenienti da differenti zone del Brasile e pezzi propri.

Una vera e propria carica di ulteriore energia che èStoria trasmetterà alla città, anche in segno di gratitudine per il coinvolgimento dei commercianti che, coordinati da Federmoda e Confcommercio Gorizia, proporranno “Non chiamatelo rosso!” per tingere di un attualissimo rosso Fiesta le vetrine di Gorizia. “Fiesta è per Pantone IL rosso della primavera estate 2019: Un rosso che è nell’arte di Frida Kahlo. Un colore sanguigno, una sfumatura coraggiosa, viscerale. Che accende il nostro guardaroba estivo e i nostri ambienti con energia”.
Sabato e domenica ai Giardini presenti anche i rievocatori della Grande Guerra, il gruppo “Nuovo Fronte” che rappresenteranno l’Imperial Regio 47° Reggimento di Fanteria Austriaco “Graf von Beck-Rzikowsky”, ossia il plotone che aveva sede a Gorizia in piazza Vittoria e fu protagonista di numerose battaglie dal fronte dell’Isonzo fino all’altopiano di Asiago.