Daniele “Bucamontagne” Vecellio: la sostituzione di un popolo

Da ormai diversi anni, a livello europeo i partiti di estrema destra stanno emergendo sempre di più, prendendo posizioni radicali su temi come l’immigrazione. CasaPound è uno dei partiti italiani in assoluto più a destra nello schieramento politico italiano, tra i più discussi nonostante non sia nemmeno presente in Parlamento. Per capire come questo partito si posizioni riguardo all’accoglienza, Timothy Dissegna ha intervistato Daniele “Bucamontagne” Vecellio, referente di CasaPound per la provincia di Gorizia.

CasaPound si è sempre espressa contro l’immigrazione, qual è il punto centrale che sostenete a proposito?

Il nostro principale diniego è l’idea che immettere centinaia di migliaia di individui politici sul nostro territorio possa causare una sostituzione di popolo. E ogni altra tematica – sociale, religiosa, di ordine pubblico – ne è una conseguenza. Da qui mi collego al fatto che queste persone che entrano sono disposte ad accettare salari – non lavori – che gli italiani non possono più permettersi di accettare.

Una parte del mondo economico italiano, come Confindustria, ha più volte detto che in futuro servirà più manodopera estera. Sia per la questione del lavoro, sia per quella legata alla natalità. Qual è la vostra visione?

A Confindustria serve delle manodopera a basso costo, non sindacalizzata, cosa che una sinistra degna di questo nome dovrebbe denunciare a gran voce. Per quanto riguardo la natalità, questa cosa andrebbe bene se si pensasse che ogni persona possa abitare questa terra, cosa che noi invece denunciamo e contestiamo, in quanto crediamo che sia sostituzione di popolo.

Quindi quale sarebbe la vostra alternativa al calo demografico, che oggettivamente è presente?

La nostra alternativa è una proposta di legge, che ora è in fase di raccolta firme, che si chiama “Reddito Nazionale di Natalità”: prevede 500€ al mese per ogni figlio italiano, nato da almeno un genitore italiano, il quale può essersi sposato con uno sloveno, austriaco, senegalese, etiope… Questi soldi arriverebbero fino al compimento del diciottesimo anno di età, togliendo i fondi all’accoglienza indiscriminata, i famosi 35€ al giorno, che farebbero 1050€ al mese. Questo lo prevediamo per due figli e con altri 50€ che avanzano, Amnesty International sostiene che si possa adottare un bambino a distanza.

Venendo a temi più locali, recentemente è stata chiusa la galleria Bombi a Gorizia. Secondo lei sarà una soluzione alla questione dei richiedenti asilo in città?

È una soluzione di facciata, quelle persone si sposteranno da lì e andranno da qualche altra parte. Dal nostro punto di vista la soluzione al problema c’è ed è il rimpatrio di tutte le persone fuori convenzione, e per tutti quelli che sono qui per sbrigare pratiche – molti vengono qui da stati esteri per il rinnovo di documenti – sveltire queste pratiche, per farli andare nel paese dove vorrebbero andare.

Diversi richiedenti asilo arrivano in Italia dopo aver già presentato la richiesta in paesi come Germania e Austria. Cosa pensa del fatto che là vengano respinti e invece qui accolti?

Fondamentalmente, non so perché le richieste vengano rifiutate in Austria e Germania. Qui in Italia c’è un gran business su quello che è l’immigrazione, con le cooperative, fondi pubblici e quant’altro. È proprio questo il motivo, un business che porta l’Italia ad accogliere queste persone. Per guadagno.

Ritiene che l’intervento militare occidentale in zone come Iraq e Afghanistan abbia incentivato l’afflusso migratorio verso l’Europa?

Noi non abbiamo mai apprezzato le motivazioni per i conflitti in quelle aree del mondo, però sappiamo anche che la maggior parte delle persone che affollano i barconi sono di nazionalità nigeriana. Da quanto ci risulta, in Nigeria non c’è nessuna guerra occidentale.

C’è Boko haram, però…

Certo, c’è Boko haram, non c’è una guerra occidentale. E comunque, per quali siano gli errori dei nostri governi, non è giusto pagare questo prezzo per vedere scomparire il nostro popolo.