Davide Tonasso: l’imperialismo causa delle migrazioni

Noi del Partito Comunista né con la destra radicale né con la sinistra radical-chic” è la frase che da qualche anno contraddistingue le posizioni sull’immigrazione del partito guidato da Marco Rizzo. Uno schieramento diverso rispetto a molte altre formazioni politiche di sinistra, che critica l’atteggiamento di queste nel modo di affrontare la questione. Timothy Dissegna ha intervistato per èStoria Davide Tonasso, coordinatore regionale del Fronte della Gioventù Comunista e membro del PC.

Avete fatto una scelta di campo diversa dagli altri partiti di sinistra. Che cosa significa?

Significa che siamo lontani uguali dalle posizioni della destra, che sono razziste e xenofobe, e da quelle della sinistra radical-chic, perché semplifica molto le questioni, riducendole a concetti effimeri che non centrano nulla in realtà.

Concetti del tipo?

Per esempio, quand’è iniziata l’ondata (migratoria, ndr) dei siriani e in generale dal Medio Oriente, la sinistra gioiva e andava in piazza con le parole d’ordine “welcome refugees”: non va bene, non è un evento positivo da rinvigorire ma da fermare. Noi siamo convinti che l’immigrazione sia voluta anche da alcuni circoli della sinistra europea per amplificare i mercati. Con la competizione dei lavoratori clandestini, a nero, degli immigrati in generale c’è una corsa al ribasso sui salari di tutti i lavoratori.

È questo quello che intendete quando sostenete che la colpa dell’immigrazione è l’imperialismo?

Esattamente. Dalla Siria alla Libia, all’Iraq, siamo sempre andati noi con la NATO a bombardare i Paesi con la scusa di “riappacificare” la zona: non ha funzionato. La destra sbaglia a voler rimpatriare chi scappa, è solo povera gente; la sinistra borghese sbaglia a incentivarne il fenomeno, perché così nasce una guerra tra poveri, tra lavoratori italiani ed immigrati. In realtà, dovrebbero essere una categoria unica e non dovrebbero esserci distinzioni.

L’immigrazione è un danno per i lavoratori italiani, perché coloro che accettano bassi stipendi o addirittura il nero compromettono la situazione lavorativa generale?

In questo contesto sì, perché gli operai italiani finiscono a fare la guerra a quelli stranieri e viceversa, quando entrambi dovrebbero solidarizzare e cercare condizioni lavorative migliori per entrambi. Non è colpa degli immigrati se i salari si abbassano perché loro si accontentano di paghe più basse, è colpa dei datori di lavoro che approfittano di questo e, piuttosto che assumere lavoratori italiani, assumono prevalentemente immigrati e questo aumenta il risentimento della popolazione. La destra gioca su questo.

Una vostra soluzione per riequilibrare questa situazione ed evitare una guerra fra poveri?

Per noi si dovrebbe imporre le stesse condizioni lavorative a tutti i lavoratori, un minimo salariale che vale per tutti.

Alcuni potrebbero dire: i fondamentalisti sono venuti a combattere in Occidente e quindi non possiamo abbandonare l’intervento militare, altrimenti sarebbe una sconfitta.

A noi pare che sia l’esatto contrario: il fondamentalismo diventa sempre più forte proprio grazie a questi continui interventi che rendono il nostro modo di fare inviso alle popolazioni mediorientali. L’ipocrisia di chi sostiene posizione interventiste è palese, in quanto ormai è noto che l’ISIS, fino a qualche anno fa, veniva finanziato dall’Arabia Saudita e Qatar, stretti alleati degli USA, in chiave anti-Assad perché in Siria l’unico problema era ed è tutt’ora lui. Solo che i siriani lo stimano. Assad non è un modello per noi, però è ciò che supportiamo ora, l’unico leader che è riuscito a mantenere un Paese laico e prospero fino alla guerra, che abbiamo provocato noi.

Come pensate di affrontare e agire, dal punto di vista politico e pratico, una forte base di opinione pubblica contraria al fenomeno, come registrano molti sondaggi?

Noi possiamo contestare le posizioni anti-immigrazione ribadendo il fatto che Paesi più sviluppati e con un benessere superiore al nostro hanno quote di immigrati molto maggiori all’Italia. Ad esempio Francia, Germania, Svezia: le loro economie non vanno male, i salari non sono più bassi che da noi. Non è l’immigrazione che crea danni…

Però in Francia ha ripreso molto piede il Front National…

Vero, le dinamiche sono sempre quelle. Ma anche al contrario, anche altri fronti hanno ottenuto lo stesso successo del Front National. Più che altro c’è stata la morte dei socialisti, quindi la sinistra riformista, a favore di una sinistra e destra più radicali: quando i moderati falliscono, la gente per forza di cose si orienta un po’ più a sinistra e un po’ più a destra.