Si conclude con successo la XV edizione di èStoria

Si conclude oggi con successo la XV edizione di èStoria dedicata al tema Famiglie: circa 60 mila presenze.
Appuntamento dal 28 al 31 maggio 2020 sul tema FOLLIA.

Gorizia, 26 maggio 2019. Dalla preistoria alla contemporaneità, dall’antico Egitto e dalle civiltà classiche alla Cina, dai Paesi islamici alle frontiere, la XV edizione di èStoria ha esplorato tutte le origini e i tipi di Famiglie, intrecciando come da tradizione discipline e prospettive diverse. Con circa 60 mila presenze, èStoria ancora una volta si conferma un appuntamento atteso e apprezzato dal pubblico, che ha affollato le varie sedi del Festival, facendo registrare il tutto esaurito soprattutto nelle tende dei Giardini Pubblici. E insieme a coloro che hanno partecipato agli incontri, un pubblico “digitale” di circa 2 milioni di persone (dato alla mattina di domenica 26) ha seguito i tanti eventi trasmessi in diretta streaming sul sito www.estoria.it e su Facebook.

“Questa XV edizione ha ribadito ancora una volta la forte identità di èStoria e la sua capacità di intercettare la migliore produzione storiografica nazionale e internazionale”, commenta l’ideatore e direttore del Festival Adriano Ossola. E aggiunge: “Il nostro Festival offre sempre contenuti alti ed espressione di temi importanti sia nella ricerca che nei dibattiti dell’attualità. In un momento in cui c’è grande richiesta di storia da parte del pubblico e in particolare per la formazione delle nuove generazioni, continueremo a lavorare per diffondere conoscenza e incoraggiare riflessioni e confronti senza frontiere”.

Grazie a èStoria Gorizia è sempre più Città della Storia e della Cultura”, sottolinea Rodolfo Ziberna, Sindaco di Gorizia. “Nel 2005 la prima edizione fu una vera scommessa: tagliare oggi il traguardo dei 15 anni è un risultato straordinario sul quale continuare a costruire e a crescere. È per questo che abbiamo scelto èStoria per annunciare la candidatura di Nova Gorica-Gorizia a Capitale Europea della Cultura 2025. Senza storia, infatti, la cultura non è davvero tale e rischia di ridursi a nozionismo”.

Fabrizio Oreti, Assessore alla Cultura ed allo Sviluppo Turistico del Comune di Gorizia: “Quest’anno come non mai il tema scelto dal Festival ha toccato cuore e anima del pubblico e anche degli ospiti intervenuti, a riprova che èStoria è capace non solo di parlare alla mente, curando e approfondendo percorsi storici, ma anche di arrivare al cuore”.

Quest’anno il Festival ha iniziato a coinvolgere direttamente il proprio pubblico già il 16 aprile, con un’anteprima di èStoria in compagnia di Eva Cantarella che, intervistata da Alessio Sokol, ha affascinato i presenti narrando avventure e storie di Famiglie di dèi, uomini ed eroi. Durante i giorni della manifestazione, le variegate prospettive di indagine e riflessione proposte dagli ospiti sono state seguite dal pubblico con altrettanta curiosità e partecipazione. Una folla di appassionati ha accolto Carlo Ginzburg, insignito del Premio èStoria, che alla folla che gremiva la Tenda Erodoto ha spiegato l’importanza della dimensione narrativa per il mestiere di storico: “La narrazione – nel caso della storiografia, una narrazione sorretta da prove verificabili – è uno strumento insostituibile per conoscere la realtà. Non solo: è uno strumento che consente di rivolgersi ad un pubblico non limitato agli specialisti. Molti pensano che ad un pubblico più ampio si debbano proporre cibi semplici. Il mio motto è completamente diverso: tartufi per tutti. I tartufi sono buoni, sono rari, sono cari. Tartufi per tutti”.

I contributi e gli orizzonti diversi offerti dagli esperti stranieri sono stati premiati con il tutto esaurito: dall’archeologo Jean-Paul Demoule che è risalito fino alla protostoria per rintracciare la genesi dei primi modelli famigliari, ad Emmanuel Todd che ha spiegato come e perché attraverso questi ultimi è possibile ricostruire e leggere l’intera storia umana, e si è anche occupato, insieme a Francesco Belletti, delle diverse politiche familiari negli Stati europei; da Jean-Paul Bled che ha parlato della famiglia dei Borbone, a Richard Bosworth che ha raccontato vita e influenze dell’ultima amante del Duce, passando per Hew Strachan e Stefan Bielanski impegnati ad analizzare contenuti e debolezze di alcuni trattati di pace, l’egittologa Aude Gros de Beler che ha ricordato, insieme ad Emanuele Ciampini, come fossero le famiglie al tempo dei Faraoni, e la scrittrice Natasha Solomons che ha ripercorso le vicende della famiglia Goldbaum. Posti tutti occupati anche per seguire le vicende di altre famiglie, di sangue blu: Jean des Cars si è occupato dei Romanov, insieme a Sergio Romano, e degli Asburgo, insieme a Quirino Principe e Armando Torno, mentre Antonio Caprarica e William Ward hanno parlato dei Windsor. Pubblico da “sold out” anche per tanti protagonisti italiani: a cominciare dagli affollatissimi incontri con Luciano Canfora sulla classicità e l’idea di eguaglianza, con Vittorio Sgarbi sulla Sacra Famiglia nell’arte, e con il magistrato Nicola Gratteri sulla struttura delle famiglie della criminalità organizzata. Un pubblico numerosissimo e attento ha seguito anche le riflessioni sul diritto alla libertà di scelta con Beppino Englaro e Fulvio De Nigris, il dibattito sul rapporto tra scuola, famiglia ed educazione con Vito Mancuso, Christian Raimo, Lydia Alessio-Vernì e Massimo Cirri, la ricostruzione della storia dei Savoia offerta da Alessandro Barbero e Fabio Torriero, insieme ad Amedeo D’Aosta in collegamento, Boris Pahor che ha rievocato il proprio percorso umano e intellettuale insieme alla vicenda del poeta e scrittore sloveno Edvard Kocbek.

Grande seguito anche per gli eventi proposti nelle sezioni Giovani, èStoria FVG, La scacchiera di leonardo ed èStoria Cinema. La prima ha visto ragazzi e ragazze in veste non solo di pubblico, assai numeroso, ma soprattutto di organizzatori: è a loro, infatti, che si deve il programma di 28 appuntamenti nella Tenda Giovani (grazie al sostegno dell’Assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Gorizia), realizzati in collaborazione con le associazioni universitarie goriziane e che nei giorni del Festival hanno fatto sempre registrare il tutto esaurito. Successo anche per èStoria FVG, dedicata alla valorizzazione del territorio regionale, ai suoi protagonisti e alle innovazioni tecnologiche, grazie alla presenza di associazioni, istituti e centri di ricerca, che ha riscosso grande apprezzamento da parte di un pubblico attento e curioso. Infine, La scacchiera di leonardo, ideata in occasione dei cinquecento anni dalla morte di Leonardo da Vinci, grazie al progetto sostenuto dalla Regione Friuli-Venezia Giulia e curato dalla Fondazione Palazzo Coronini Cronberg onlus in collaborazione con l’Associazione culturale èStoria e numerosi partner: non solo gli incontri ma anche i laboratori, le visite guidate e i workshop scolastici, sono stati premiati con diversi “sold out”. èStoria Cinema, a cura del critico Paolo Lughi (in partnership con il Kinemax di Gorizia e l’associazione Palazzo del Cinema/Hiša filma), ha proposto proiezioni sul tema delle Famiglie che hanno richiamato numerosi spettatori. Le visite guidate dell’èStoriabus hanno condotto lungo itinerari inaspettati in grado di valorizzare il territorio, dall’età romana (Aquileia) all’età moderna (Gradisca e il Carso) fino alla Grande Guerra. Gli stand di Libringiardino, infine, presi d’assalto durante tutto il Festival, hanno proposto una ricca selezione di saggistica storica, libri antichi e fuori catalogo e pubblicazioni dedicate alle vicende e ai protagonisti del territorio. Apprezzate anche le novità di questa edizione, come la proposta musicale di frontiera, e senza frontiere, che ha animato il Festival con le note dei Radio Zastava, della Banda Berimbau e la partecipazione della Fondazione FS con uno stand nei Giardini Pubblici e l’esperienza unica di un viaggio con locomotiva a vapore e carrozze degli anni ‘30 “Centoporte”.

A riprova, inoltre, dell’interesse trasversale del pubblico per i soggetti e i temi più diversi, si è registrata un’elevata affluenza anche per la ricostruzione delle famiglie nella Roma antica con Francesca Rohr e Filippomaria Pontani, e di quelle contadine con Gian Paolo Gri, Simonetta Grilli e Chiara Fragiacomo. Molto seguiti anche gli incontri con Piercarlo Fiumanò e Stefano Minin sull’evoluzione dei consumi delle famiglie italiane (in collaborazione con coop Alleanza 3.0), con Giovanni dall’Orto sul destino degli omosessuali durante il fascismo e il nazismo, con la sinologa Alessandra Melis e la scrittrice Farian Sabahi sui modelli familiari in diverse aree del mondo anche a partire dal contesto religioso, insieme al direttore di Famiglia Cristiana Antonio Rizzolo, con la sociologa della famiglia Anna Laura Zanatta che si è occupata di unioni civili, e con David Bidussa, Valeria Galimi, Luca Gariboldi, Alessia Masini e Corrado Montagnoli, impegnati ad analizzare i fascismi e la litigiosa famiglia Europa, ovvero sviluppi e involuzioni della politica contemporanea, in Italia, in Europa e su scala internazionale. Grande attenzione anche per la produzione saggistica, premiata da un’ottima risposta del pubblico alle presentazioni dei libri di Gianni Oliva (Anni di piombo e di tritolo, Mondadori, 2019), Dino Messina (Italiani due volte, Solferino Libri, 2019), Gianluca Barneschi (An Englishman Abroad, Osprey, 2019, traduzione di L’inglese che viaggiò con il re e Badoglio, LEG Edizioni, 2017), Andrea Frediani (La guerra infinita, in uscita il 30 maggio con Newton Compton), Mimmo Franzinelli (Fascismo anno zero, Mondadori, 2019) insieme ad Antonio Carioti, Giovanni Grasso (Il caso Kaufmann, Rizzoli, 2019) e Massimo Teodori (Controstoria della Repubblica, Castelvecchi, 2019).

Il ruolo, ormai attestato, di primo piano del Festival si conferma anche attraverso l’attenzione dei media nazionali e locali: Corriere della Sera, Il Giornale, Avvenire, il manifesto e i supplementi la Lettura del Corriere della Sera, Robinson de la Repubblica, Domenica de Il Sole 24 Ore, il settimanale Left e il mensile La Freccia hanno raccontato il Festival e i suoi protagonisti di rilievo con interviste e approfondimenti, mentre Il Piccolo, il Messaggero Veneto, Il Gazzettino, Il Friuli e il quotidiano in lingua slovena Primorski dnevnik lo hanno accompagnato giorno per giorno con resoconti, focus e segnalazioni. La manifestazione è stata seguita anche da televisioni e radio con servizi e interviste – fra gli altri – su Radio3 Fahrenheit, Giornale Radio Rai, Rai Radio Uno, Radio Radicale, Rai Friuli-Venezia Giulia.

Scarica il comunicato stampa finale di èStoria 2019