Maggio 1945: l’Europa usciva da un incubo.
La Seconda guerra mondiale si chiudeva sul fronte europeo, lasciando dietro di sé un continente devastato, milioni di morti, interi popoli da ricostruire nella carne e nella coscienza.
Ottant’anni dopo, il peso di quella fine è ancora con noi.
Perché la guerra non si è conclusa solo con una firma: ha continuato a vivere nei confini ridisegnati, nelle ideologie, nei silenzi, nei processi storici che ne sono seguiti.
A èStoria 2025, Mimmo Franzinelli, Javier Rodrigo e Olivier Wieviorka hanno discusso le conseguenze di quel maggio del ’45, interrogandosi su cosa abbiamo davvero compreso, e su cosa ancora ci sfugge, di quel “cataclisma” che ha cambiato per sempre la storia del mondo.
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