Siamo nel luglio 1925: Giovanni Amendola, costretto a lasciare Montecatini dopo l’assedio delle camicie nere,
viene aggredito durante il viaggio verso Pistoia. Non e il primo attacco: già nel 1923 era stato picchiato a Roma, dove guidava l’Aventino nato dopo il delitto Matteotti. I fascisti lo colpiscono brutalmente; le ferite lo porteranno alla morte nell’aprile 1926. A partire da questo episodio,
Antonio Carioti ricostruisce la figura del principale oppositore liberal-democratico del regime. Autodidatta, deputato dal 1919, Amendola difese libertà e democrazia, denunciando precocemente il carattere totalitario del fascismo e proponendo strumenti per limitarne il potere.
Antonio Carioti
Stefano Crocicchia
Comune di Gradisca d’Isonzo
Ingresso libero fino a esaurimento posti