Documenti inediti rinvenuti negli archivi diplomatici in giro per l’Europa ricostruiscono una vicenda ancora del tutto sconosciuta, che riguarda la lavorazione de Il generale dell’armata morta, un film con Marcello Mastroianni, Michel Piccoli, Anouk Aimée e un quasi esordiente Sergio Castellitto e tratto dall’omonimo romanzo dello scrittore albanese Ismail Kadaré, che narra del recupero dei corpi dei soldati italiani caduti in Albania ai tempi dell’occupazione fascista del Paese negli scontri con i greci e con i partigiani albanesi. E finisce anche col riaprire la pagina, appunto, dell’occupazione, pagina che, ancora negli anni ’80, l’Italia non era pronta ad affrontare. Il volume di Antonio Caiazza, giornalista RAI, rievoca il clima cupo e sospettoso dell’Albania comunista dei primi anni ’80, i rapporti epistolari sorprendenti fra Kadaré e i vertici del partito e, sul nostro versante, il contemporaneo conservatorismo italiano.
Ingresso libero e gratuito fino a esaurimento posti.